Patrimonio Artistico e Chiese | Comune di Ruoti 

Patrimonio Artistico e Chiese

PALAZZO DEL PRINCIPE

Il Palazzo del Principe fu costruito nel 1620, quando Ettore Capece Minutolo acquistò il feudo, ottenendo il titolo di “Principe di Ruoti”. Sulla facciata principale è ancora visibile lo stemma dei Capece Minutolo che raffigurava un leone rampante. Il Palazzo fornisce testimonianza di almeno due fasi della sua edificazione, con il portale bugnato di sicuro periodo seicentesco e con l’ampliamento della precedente costruzione che vide l’annessione di una nuova ala sopra l’antica cappella di San Sebastiano, ormai scomparsa. L’interno offre un antico cortiletto con loggetta seicentesca, gradinate in pietra dell’Abetina, scuderie e cantine. E’ presente, inoltre un cortile più recente, databile tra la fine del 1700 e gli inizi del 1800, che aveva la funzione di ricevere gli animali da soma con i quali i contadini portavano prima  le decime, poi gli affitti del grano. Sull’antica loggetta, c’è un grande stemma dei Ruffo che, per eredità, ottennero i resti dell’antico feudo dei Capece Minutolo.

CASTELLO

Probabilmente sorto in epoca normanna su preesistenti fondamenta osche e romane, in linea di massima conserva ancora molte caratteristiche dell’epoca ma nel corso dei secoli ha subito molti rimaneggiamenti e l’imposizione di numerose sovrastrutture che hanno finito col deturpare l’aspetto e la destinazione primitiva.

PALAZZO SANTORO

Antica abitazione sulla strada Dietro la Chiesa, la cui costruzione risale sicuramente alla fine del Seicento. Da notare sugli archi della loggetta le facce gorgoniche. Un affresco, rappresentante lo stemma di famiglia di un vassallo dell'epoca feudale, si trova nell'intradosso della volta a botte che costituisce il porticato di ingresso al palazzo.

MONUMENTO AI CADUTI

Si trova nella villa comunale. E' una statua in bronzo raffigurante un fante in posizione di carica, poggiato su un basamento quadrato, in marmo bianco, recintato da una piccola inferriata. Sul fronte, sotto due rami d'alloro intrecciati, è posta la scritta: " Ruoti ai suoi figli caduti per la patria".

CHIESE

CHIESA MATRICE

Già in atti del 8.4.1620 del Notaio Masio di Avigliano e del 30.12.1657 del notaio Grippo di Avigliano, la Chiesa Madre di Ruoti viene indicata con il titolo di S. Nicola. Per le epoche precedenti si conosce che la Feudataria Zenobia Scaglione fu seppellita "in cornu Evangelii" dell'Altare Maggiore della Chiesa Madre, ed effettivamente nel suddetto luogo, durante un riattamento eseguito verso il 1900, furono trovati resti di una sepoltura che purtroppo poi andarono dispersi. Nel 1794 la vecchia Chiesa, che per ampiezza era circa la metà dell'attuale, ma sita nello stesso luogo e con lo stesso orientamento, venne abbattuta, e la nuova fondazione, che incorporò la vecchia, venne inaugurata dal Vescovo Serrao che vi portò la prima pietra. Le mura e la cupola, furono completate entro il 1805, mentre l'interno venne terminato entro il 1810. Su incarico del Vescovo Serrao, l'architetto Magrì, discepolo del Vanvitelli, redasse il progetto, mentre il direttore dei lavori fu il maestro Antonio Porcello che morì cadendo dalla cupola nel 1802. L'altare maggiore della vecchia Chiesa, dedicato a S. Nicola, di pietra marmorea della locale Abetina (e che ora è situato sotto la statua del Santo a sinistra dell'altare maggiore), secondo la tradizione fu sostituito dal Magrì con un altare della Cattedrale di Potenza, che lo stesso architetto aveva rifatto e conserva ancora i simboli vescovili (mitra e pastorale). Potrebbe però, in mancanza di migliore documentazione, essere stato regalato dal Vescovo Caracciolo alla Chiesa di Ruoti, mentre egli era Vescovo di Potenza e la madre feudataria di Ruoti. Confrontando questo altare con quello della cappella della SS. Annunziata nella Cattedrale di Napoli, di proprietà della famiglia Caracciolo, e ricordandosi che il Vescovo Caracciolo tra il 1616 e il 1623 rifece la Cattedrale di Potenza, si ha la netta impressione che i due altari siano della stessa mano. Nel secolo scorso ebbe una sovrastruttura che ha deformato alquanto la purezza della linea; nel 1960 fu spostato di due metri indietro e vi fu rifatto il piano e la balaustra. Di pietra marmorea dell'Abetina è anche l'altare prima dedicato a S. Filomena (più recentemente la statua è stata rifatta e dedicata a S. Agnese). Degna di nota, a fianco di questo altare, è una statua lignea di S. Rocco del 1700 e un reliquario di notevole importanza. Particolare importanza, anche se sciupati dal tempo e da incrostazioni di polvere, hanno quattro dipinti di ignoto autore di scuola napoletana presumibilmente del 1650-1700. Tutti raffigurano in diversi atteggiamenti, la Madonna al centro e santi in venerazione e in preghiera. Quello a sinistra dell'entrata è incorniciato da quindici meravigliosi quadretti che raffigurano i misteri del rosario. Questi quattro quadri furono donati dalla Famiglia Contaldi. Il campanile, preesistente alla nuova Chiesa, fu sopraelevato ed ultimato dopo il 1814, al tempo dell'Arc. Vincenzo Caivano che, dandone l'esempio, sollecitò i cittadini di tutte le condizioni a trasportare pietre dalla "fiumara" di Ruoti. Il terremoto del 16 dicembre 1857, e in seguito quello del 23 Novembre 1980, lo danneggiarono tanto che si dovette ridurne l'altezza. Antecedente alla nuova costruzione, cioè del 1763, è la campana maggiore sulla quale vi è rappresentata la Madonna, S. Nicola, S. Antonio e il Redentore. Sulla campana media vi è rappresentato S. Nicola ed una lucertola (tale campana fu fusa in località Calvario, mentre tutti i cittadini gettavano nella fusione oggetti d'oro e d'argento). Sulla campana piccolina, ora lesionata, v'è il nome del fondatore e la data: Gennaro Danisi. A.D. 1887. Nel 1971 è stato provveduto alla costruzione di una scala interna per accedere alla campana e all'orologio pubblico nonché all'impianto di riscaldamento ad aria calda.

CHIESA DELLA MADONNA

Anticamenta Chiesa della Madonna delle Grazie, nel 1649, ne era beneficiario l'abbate Bartolomeo Priamo di Roma. Fu chiamata in seguito Chiesa della SS. Annunziata, e in prosieguo Chiesa del Rosario, fu ricostruita nel 1770. Si alternava con la chiesa madre come luogo di sepoltura sin quando, nel 1851, venne costruito ed usato il cimitero. Ha un portale di pietra locale da attribuirsi al 1400-1500. Vi è custodito un quadro settecentesco. Il piccolo ossario che vi era annesso al fianco destro, fu rimosso pochi anni fa, allorquando venne costruito l'asilo.

CHIESA DI SAN VITO

Costruita nello spiazzo omonimo, è sostanzialmente una cappella. Vi si trova un altare di pietra locale dell'Abetina che, con gli altri altari e portali delle case di Ruoti, dimostra la presenza nel 1600 - 1700 di valenti scalpellini. Altro altare più recente è dedicato a S. Donato. Sulla volta esisteva un dipinto raffigurante S. Rocco, patrono di Ruoti, con raffigurazione panoramica del paese. È stata restaurata varie volte a devozione di fedeli. Gravemente danneggiata dal terremoto del 1980 fu interamente ricostruita.

CAPPELLA DEL CALVARIO

Sorge all'entrata del paese, su uno spuntone tufaceo che ricorda il monte Calvario. Ha la porta centrale e due porte finte. Sino a pochi anni fa esisteva, sul frontone, una scritta ora andata perduta. Nel 1874, nello spazio laterale antistante, venne fusa una campana della Chiesa Madre.

CAPPELLA DI SAN ROCCO

Nella località Spinosa, durante la peste del 1651, a cura del feudatario dell'epoca venne costruita, su suo terreno, la cappella dedicata a S.Rocco. In tale cappella la statua del santo viene portata in processione il 16 agosto e ripresa la prima domenica di settembre, giorno in cui vengono tributati i festeggiamenti. Anche in tale cappella, ora molto malridotta, esiste un portale di pietra dell'Abetina sul cui frontale esiste lo stemma stilizzato dei Capece Minutolo.

LE CHIESE SCOMPARSE

CHIESA S. PIETRO 

Era forse la più antica Cappella di Ruoti al servizio del Castello Feudale. Completamente scomparsa anche nei ruderi in seguito alle costruzioni di case private e di pavimentazione della piazzetta antistante. Ne resta il ricordo nella strada omonima.

 

CHIESA S. SEBASTIANO 

Antica Cappella nella piccola piazza del paese.  Verso il 1630 venne unita dal principe Capece Minutolo al cosiddetto "Palazzo del Principe" che in tale anno fu costruito. Il feudatario inoltre ottenne il permesso di costruirvi sopra essendo stata tolta al culto. Divenne in seguito sede della Guardia Nazionale, fu poi venduta  a privati e adibita a negozio. Viene ricordata dal vicolo omonimo.

CHIESA S. LORENZO 

Antica cappella del 1400 circa, costruita dai Sanseverino che, come è noto, erano particolarmente devoti a San Lorenzo. Nominata in molti documenti del 1600 come cappella già sconsacrata, venne in seguito venduta ed attualmente è incorporata in una casa privata. Il ricordo ne è tramandato dalla piazzetta omonima.